Elena di Savoia

regina elena cornice

Regina d’Italia e d’Albania ­ Imperatrice d’Etiopia

Nata Principessa Reale Jelena Petrović Njegoš del Montenegro

­ Rosa d’Oro della Cristianità ­

“Comme c’est bon de donner du bonheur et cobien plus qu’en soi même”.

Elena di Savoia

Sono passati oltre sessant’anni dalla morte della regina Elena di Savoia, seconda regina d’Italia, e il suo ricordo continua a perdurare nella memoria della gente suscitando sempre grande emozione. La regina Elena, nata principessa Petrović Njegoš del Montenegro, sposò nel 1896 il principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia e alcuni anni dopo divenne la seconda regina d’Italia. Da subito impose uno stile sobrio alla vita di corte e ai fasti regali preferì essere vicino alla popolo nei momenti più difficili. Ricordiamo il suo incessante lavoro per aiutare gli abitanti della città di Messina devastata da un fortissimo terremoto nel 1908, o durante la Prima Guerra mondiale, quando senza esitazione trasformò il palazzo reale del Quirinale in un ospedale dove vennero assistiti più di duemilaseicento feriti, e dove, prima Ispettrice delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana curava personalmente i soldati ricoverati, compiendo anche le opere più pietose come preparare le salme dei morti. Questa sua attitudine di aiutare il prossimo l’apprese dalla madre la regina Milena, che alle numerose figlie inculcò fin da piccole la pietà verso i più bisognosi.

Elena di Savoia sentiva la responsabilità di alleviare le sofferenze del prossimo promuovendo la ricerca medica, raggiungendo importanti risultati nel rallentamento dei danni provocati dall’encefalite letargica diffondendo in Italia il cosi detto “metodo Raev” speranza per i tanti malati che fino ad allora erano stati considerati incurabili. La regina deve essere pure ricordata per il rilevante contributo dato alla ricerca per la diagnosi e la cura dei tumori, impegno ricordato nel 50° anniversario della morte con l’emissione di uno speciale francobollo commemorativo.

Ovunque si recasse, il suo primo desiderio era visitare l’ospedale, gli orfanotrofi locali e le case di cura per anziani dove spesso al personale scarsamente preparato impartiva lezioni pratiche di economia domestica memore dell’insegnamento materno secondo cui “non si può essere una buona regina senza essere una buona casalinga”.

Nel 1937 Papa Pio XI come riconoscimento per il suo impegno evangelico le consegnò la Rosa d’Oro per la Cristianità massimo riconoscimento attribuito dalla Chiesa in questo campo.

La vita familiare trascorreva serena e rallegrata dalla nascita di cinque figli Jolanda, Mafalda, Umberto Giovanna e Maria; una madre, una moglie, una sovrana , donando così una attenta e premurosa, che seppe conquistarsi il posto di Madre del Popolo.

Non si intromise mai in questioni politiche, ma non rimase indifferente allo scoppiare del secondo conflitto mondiale e con una accorata lettera si rivolse alle regine d’Europa per promuovere la pace.

Alla fine della guerra condivise con il marito l’esilio e  quando rimase sola il suo pensiero fu sempre rivolto ad alleviare le pene dei più sofferenti destinando gran parte delle poche risorse di cui disponeva ad opere di beneficenza.

Alla sua morte nel 1952 Papa Pio XII la definì “Signora della Carità” e nel parlamento italiano molti deputati intervennero per ricordarla come sposa e madre ineguagliabile, “… essa lascia nell’animo del popolo italiano e di quanti ebbero all’alto onore di conoscerla un solco indelebile fatto di bontà e di fierezza”.

Desideriamo concludere questa breve biografia della straordinaria vita della Regina Elena di Savoia con quanto scritto dall’Osservatore Romano nel 1968: “… nessuna sovrana negli ultimi secoli, può esserle messa a confronto per autentico spirito di carità, per quella carità a cui si attende con il cuore, e che non è pompa mondana, o privato interesse”.

Questo è il medesimo spirito con cui i Soci dell’Associazione Amici del Montenegro intendono farsi guidare in tutte le iniziative realizzate.
La regina morì a Montpellier (Francia) il 28 novembre 1952 e fu sepolta nel locale cimitero di Saint- Lazar.
Le sue spoglie sono tornate in Italia il 15 dicembre 2017; traslate nel Santuario di Vicoforte (Mondovì) riposano nella Cappella di San Bernardo accanto a quelle del marito Vittorio Emanuelle III (11 novemnbre 1869-28 dicembre 1947) traslate da Alessandria d’Egitto il 17 dicembre 2017.